Donato Colacicco - Il ruolo della politica nella ripresa

Il ruolo della politica nella ripresa

Vivere l’emergenza COVID19 lontano dai propri affetti e dalla propria terra è sicuramente un’ulteriore sofferente complicazione.

Tuttavia, l’esser nel cuore dell’Europa, a diretto contatto con differenti culture di decine di altri paesi del mondo, anch’essi alle prese con tale emergenza, offre un punto di vista unico sulla gestione politica di tale emergenza.

Non v’è dubbio che la dialettica politica italiana si distingue nettamente per litigiosità, mistificazione della realtà e campanilismo partigiano che nulla avrebbe a che fare con la richiesta di un’unità d’intendi necessaria a fronteggiare una simile sfida.

Se a questo si aggiunge la proliferazione incontrollata di presunti esperti per ogni argomento e di fronde di opinioni pubblica basate puramente sulle fake news, si può immaginare quanto arduo sia ritenere possibile un futuro positivo per il nostro paese.

Siamo una comunità che ormai vive di slogan melodici quasi sempre per nulla concilianti con la realtà dei fatti, e di frasi semanticamente accattivanti ma prive di ogni sottostruttura sostanziale. Tanto a livello nazionale quanto locale la semplificazione se non banalizzazione di questioni complesse, come può essere la gestione di una pandemia, risulta un mezzo spesso vincente per alimentare per il consenso populista di molti politici incapaci di proporre reali strategie di un’azione politica che miri a costruire un futuro concreto.

Ricostruire un futuro per le giovani generazioni attraverso una gestione oculata delle differenti fasi di questa emergenza richiederà sì un impegno condiviso da parte di tutti, ma ancor più una politica responsabile basata su scelte veramente condivise che guardano con priorità a quelli che sono i problemi della comunità.

Questa calamità sanitaria ha già avuto un impatto socio economico drammatico, spetta alla politica evitare che se ne esca il più velocemente limitando ulteriori danni alle fasce più fragili della nostra comunità.

In questo senso, l’auspicio è che una buona volta si ponga termine alla politica  basata sulla propaganda, sulle strumentalizzazioni, sulle fake news e sugli slogan divisivi ma si dia concretezza ad atteggiamenti responsabili e propositivi.