Con l’ingresso nella fase 2 di questa pandemia si moltiplicano gli appelli che invocano un cambiamento capitalizzato sulle evidenze ed esperienze di fronte alle quali il Coronavirus ci ha posti. Il lockdown è stato per tutti un momento di arresto che ha favorito uno sconvolgimento dei ritmi a cui eravamo abituati, una rimodulazione delle nostre vite a 360°, cosa che non è dispiaciuta alla natura che abbiamo visto riconquistare a pieno diritto i suoi spazi, persino in città che fino a pochi mesi fa erano

Vivere l’emergenza COVID19 lontano dai propri affetti e dalla propria terra è sicuramente un’ulteriore sofferente complicazione. Tuttavia, l’esser nel cuore dell’Europa, a diretto contatto con differenti culture di decine di altri paesi del mondo, anch’essi alle prese con tale emergenza, offre un punto di vista unico sulla gestione politica di tale emergenza. Non v’è dubbio che la dialettica politica italiana si distingue nettamente per litigiosità, mistificazione della realtà e campanilismo partigiano che nulla avrebbe a che fare con la richiesta di un’unità d’intendi necessaria a fronteggiare una simile sfida. Se a questo